La fine?

 

 

 

La vide uscire dall'aula seguita da un tizio di cui non ricordava il nome.

Cash sospirò. Durante la pausa non lo aveva neanche guardato in faccia. Gli sembrava di essere diventato per lei il giocattolo vecchio sostituito da uno nuovo.

Ripensando a questa cosa si infilò il giubotto lasciandolo slacciato, prese lo zaino e si confuse tra i suoi compagni di corso. Sarebbe dovuto andare a Biologia, ma l'idea di starsene rinchiuso in un'aula per altre due ore non lo entusiasmava gran che così, all'ultimo momento, imboccò una rampadi scale poco distante dall'aula in cui sarebbe dovuto andare e puntò dritto all'uscita.

Le chiacchiere attorno a lui erano confuse. Sembravano simili al rumore del mare. Il ragazzo passò oltre a dei manifesti e, dopo aver spinto un maniglione antipanico, si ritrovò fuori con l'aria gelida che gli sferzava il volto. Svoltò a sinistra e camminò fino a quando non giunse in un piccolo parco.

Cash si guardò attorno mentre immagini di un passato che faticava a credere fosse suo gli comparivano davanti. Rivivendo certi ricordi, il suo lato emotivo avrebbe dovuto prendere il sopravvento e farlo scoppiare in lacrime, ma così non avvenne. Voltò la testa a destra e sinistra e alla fine si sedette su una panchina verde e umida. Fissò un palazzo proprio di fronte a lui in linea d'aria. Il silenzio il suo unico compagno.

Era decisamente il finale che tutte le persone attorno a lui avevo venduto l'anima al diavolo purchè avvenisse. Il motivo? Cash scosse la testa e abbassò lo sguardo. Se c'era, trovava che fosse troppo malato e perverso perchè lo volesse sapere.

Per certo sapeva una cosa. Ora tutti avevano avuto il finale che volevano. Tutti erano felici e, tutto quello che lui aveva rimediato, era un cuore dilaniato da un male che lo aveva quasi ucciso, ma che gli aveva donato anche qualcos'altro.

Qualcosa che non sapeva se definire come un dono o una maledizione.

Il ragazzo fissò l'orologio del cellulare. Da lì a dieci minuti partiva un treno che lo avrebbe riportato a casa. Lentamente si passò una mano sul torace e, nonostante tutto, sorrise. Il suo cuore non batteva più come un tempo.

Era molto più lento.

Le brave persone che mangiavano al mattino " Pane e Crepet" che lo avevano perseguitato e quella stronzetta da quattro soldi della sua ex, non erano a conoscenza di un piccolo dettaglio. Un dettaglio di cui avrebbero dovuto seriamente tener conto. Dice infatti una vecchia leggenda dell'ovest che se il cuore innamorato di un'innocente viene perseguitato da dei malvagi senza un valido motivo, ma questi sopravvive al dolore, non smette di amare i suoi simili e non si vendica direttamente, allora una piccola frazione di questo dolore passa al malcapitato cambiando radicalmente la sua condizione.

Migliorandola, per certi versi.

Cash si alzò in piedi e sorrise. Svuotò la mente da tutti i pensieri orribili del suo passato e, levitando, si staccò piano piano da terra. Si tirò su la lampo del giubotto per proteggersi il collo dall'aria gelida. Chiuse gli occhi un'istante e, quando li riaprì, erano rosso sangue.

Sorrise assente. Non avrebbe fatto parola con nessuno di quello che era diventato, o meglio, che cosa lo avevano fatto diventare. Sarebbe rimasto in mezzo a loro. Li avrebbe presi in giro facendogli credere di essere una persona come le altre, con la consapevolezza che non era così.

Non sarebbe mai più stato così.

Quando fu a più di duecento metri di altezza si ricordò del treno su cui sarebbe dovuto salire e, quasi a volerlo prendere in giro, schizzò verso casa veloce come un razzo.

Ormai, chi viaggiava più in treno?