Un martedì agli inizi di marzo, in una normale classe di liceo, dopo una piccola disputa tra il professor Mantegazza ( docente di educazione artistica narcisista e irresponsabile) e Roberto( ragazzo solitario ed estroverso), l’alunno finisce fuori dalla classe.
Poco più tardi, mentre il docente è impiegato nella spiegazione della prospettiva, il disegno che rappresenta il modello dell’esercizio viene rovinato da una misteriosa iscrizione.
La classe è terrorizzata per quello che è successo e Roberto, appena rientrato in classe, decide di provare a risolvere il mistero. Il professor Mantegazza si rifiuta di dare fiducia al ragazzo, ma Roberto, per fare in modo di potersi occupare del caso, propone al docente un accordo: se  in due giorni non riuscirà a risolvere il caso, il professore lo potrà far sospendere; in caso contrario il docente dovrà esaudire un desiderio di Roberto. Il professor Mantegazza accetta.
Roberto sente la necessità di avere un’assistente su cui contare per svolgere le indagini: il prescelto è Enrico, un ragazzo timido e impacciato.
Parlando con il professore, Roberto scopre che il disegno danneggiato è un antico reperto dell’archivio storico dell’istituto, inoltre scopre che: Diego, il bullo della classe; Laura, la prima della classe; Luca, un ragazzo con problemi a scuola e Giovanni, un ragazzo molto affascinante sono i maggiori indiziati del caso in quanto hanno avuto dei gravi dissapori con il professor Mantegazza.
Nel frattempo Giovanna, una ragazza molto emotiva, riceve una pagina di un racconto dove è contenuta una minaccia: ” l’inferma mentale, cade a terra con uno schianto. È morta. La minacciai che non si sarebbe liberata di me”.


 

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